Eccoci, finalmente tornati alla base: ieri alle due di notte sul muro torto (tutto torna) si è chiusa la saga cinese.
Partenza di buon ora dal nostro bell’ostello di Shangai ed in taxi, freschi freschi, arriviamo alla stazione dove ci attende il treno iperveloce che collega la città all’aereoporto.
8 minuti, con punta massima di 300 Kmh, ed il trenino MAGLEV ci recapita al Pudong International Airport.
Facciamo la nostra bella coda, check in, caffè etc…. e, saliti a bordo, scopriamo che l’aereo farà un paio di ore di ritardo per traffico a Shangai.
Durante il tragitto si alternano le più classiche leggende metropolitane: si parla un fantomatico recupero, c’è chi dice che tutti voli in coincidenza ci aspetteranno, chi sostiene che troveremo un altro volo per Roma facilmente.
Insomma c’è grande ottimismo nelle capacità organizzative della compagnia scandinava su cui viaggiamo.
Ma come tutti sanno i finlandesi sono bravi a fare i cellulari…
Pertanto, dopo 12 ore (2 di attesa e 10 di volo), arriviamo finalmente ad Helzinki dove il nostro aereo per Roma è partito e ci attende un bel volo via Francoforte.
Dopo una serie di incazzature per rifare il check in e verificare il corretto imbarco dei nostri bagagli cinesi, ci meritiamo una bella birra.
E di nuovo in viaggio: Helzinki – Francoforte e Francoforte – Roma.
Come insegna Edward Norton, al terzo aereo, siamo tutti un pò nervosi e storditi, ma per sfogarci non intendiamo organizzare un circolo di combattimenti clandestini, vorremmo solo ritirare i bagagli e tornare a casa.
L’aereoporto di Fiumicino non delude mai: è l’una e, dopo un’ora dall’atterraggio, tutti e tre i nostri zaini sono andati dispersi, non ci resta che compiliare la denuncia al Lost & Found.
Speriamo solo che gli zaini arrivino in tempo per il prossimo viaggio…